Consiste nella progettazione e nello sviluppo di un file system virtuale (da ora in poi abbreviato in VFS) che abbia una gestione interna simile a quella di un vero file system.
Trattandosi di un VFS si evita quindi la parte di interfacciamento con il sistema operativo, l'accesso diretto all'hardware, la formattazione logica del disco e la "convivenza" con altri file system. Non sono inoltre presenti funzionalità tipiche dei file system moderni come ACL, concorrenza, journaling, rollback, fault-tolerance, ecc.
Il VFS viene creato all'interno di un file e viene controllato da un gestore eseguito in background, alla chiusura del gestore il VFS viene cancellato e quindi i dati vanno persi.
Il linguaggio utilizzato per la programmazione del gestore, delle routine a suo supporto e del client che comunica con esso è l'ANSI C1.1. È inoltre presente una parte in linguaggio di scripting Bash che si occupa di rendere utilizzabile il VFS all'utente, simulandone l'esistenza reale, gestendo i path relativi e lasciando la possibilità di accedere contemporaneamente al vero file system.
Importante per la buona riuscita del progetto è stato l'utilizzo di un server SVN1.2 che ha permesso la collaborazione e il versioning dei file oltre che un backup costante di tutto il materiale. La documentazione è stata scritta in LATEX1.3 per facilitarne la portabilità e il lavoro di gruppo.